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| Pensione a 61anni? Le maestre si infuriano |
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Sono in prevalenza insegnanti della scuola, in particolare maestre d'infanzia e delle elementari, le 3.500 dipendenti statali che nel 2010, in coincidenza con il compimento dei 60 anni, avrebbero potuto accedere alla pensione di anzianità e che invece, per effetto della legge n. 102/09, rimarranno 'bloccate' in servizio per un altro anno: il dato si evince applicando alla stima pubblicata ieri dall'Istituto di previdenza dei dipendenti pubblici le percentuali delle Ragioneria generale dello Stato, rese note a metà dicembre, secondo cui risulta che nel 2008 il 48% delle donne dipendenti della Pa apparteneva alla scuola.
In prevalenza lo slittamento pensionistico al 2011 riguarderà le maestre delle scuola per l'infanzia, dove solo lo 0,5% è rappresentato da insegnanti uomini, e della scuola primaria, dove il 96% dei docenti sono donne. Sempre sbilanciato, ma con percentuali meno macroscopiche, il rapporto negli istituti secondari di primo grado (dove il 77,8% degli insegnanti è di sesso femminile) ed in quelli di secondo grado (62,3% contro il 37,7% di sesso maschile).
Come tradizione, la presenza femminile nel settore scolastico, dove l'età media dei docenti di ruolo risulta essere di 53 anni, è particolarmente accentuata: a fronte di una percentuale media di donne, sul totale dei dipendenti di ruolo nella pubblica amministrazione, pari al 55%, il dato nella scuola si eleva di quasi 30 punti (sfiorando l'84%). Considerando, poi, che nel comparto istruzione (dalla materna alle superiori) operano quasi un terzo di tutti i dipendenti della Pa (1 milione e 100mila su circa 3,5 milioni), si evince che il numero di donne lavoratrici della scuola supera oggi la considerevole cifra di 900mila unità.
Fonte: Wall street Italia
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(4 Gennaio '10) Quasi metà 3.500 donne coinvolte nella 'stretta' sono insegnanti
Ciò significa, considerando anche eventuali discrepanze tra medie e numeri reali, che almeno 1.500 dei previsti 3.500 dipendenti di sesso femminile rimasti coinvolti nella 'stretta' (sui 6.000 complessivi che ne avrebbero beneficiato se non fosse entrata in vigore la nuova legge voluta in tempi record dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta) saranno unità di personale Ata - amministrativo, tecnico ed ausiliario - che operano nell'ambito scolastico, ma soprattutto docenti.