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La scuola si affida al gratta e vinci

(4 Febbraio '10) Nata come un gioco per iniziativa di una insegnante, è diventata più che una provocazione

 

 

Il «Gratta e Vinci» per tentare la fortuna e far arrivare nelle prosciugate casse della scuola i soldi per poter andare avanti. Nata come un gioco per iniziativa di una insegnante, Marina Civano, è diventata più che una provocazione contro il ministero dell´Istruzione che da tre anni non fa arrivare un euro. Gli ottanta professori dell´istituto tecnico professionale "Attilio Odero" di Sestri Ponente, quartiere industriale di Genova sede dei cantieri navali, hanno fatto una colletta, tassandosi di un euro a testa. Qualcuno ha dato anche di più ed hanno raggiunto la cifra di circa 100 euro.

 

Hanno anche nominato una commissione ristretta, composta da quattro docenti: oggi andranno dal più vicino tabaccaio e compreranno i "Gratta e Vinci".
«Tutti i soldi vinti saranno devoluti per rimpinguare il povero bilancio della scuola», spiega Giorgio Bottino, che da più di 30 anni insegna in questo istituto.

L´iniziativa è partita proprio nel giorno in cui i 200 presidi della Liguria si sono riuniti in assemblea al liceo scientifico "Cassini" a Genova. L´adunata di ieri è stata richiesta dagli stessi capi di istituto, con all´ordine del giorno appunto le gravi difficoltà in cui versano tutte le scuole, sia elementari, medie e superiori. «Ciascuno di noi è in credito rispetto allo Stato di almeno 100 mila euro - spiega Giacomo Buonopane, dirigente scolastico - dobbiamo ancora ricevere i soldi del 2006, 2008 e del 2009; soltanto il 2007 è stato pagato» E secondo quanto precisa il preside Gennaro Schettino, l´istituto "Odero" che fa ricorso al «Gratta e Vinci» è in credito di 50 mila euro.

«Soldi che servono per aggiustare i computer, comprare le matite, mandare avanti il funzionamento della scuola», aggiunge Paolo Cortigiani, preside della scuola media Don Milani-Colombo, situata a Castelletto, quartiere residenziale genovese - abbiamo l´impressione che ormai lo Stato si affidi al contributo volontario delle famiglie. All´assemblea di ieri oltre alle associazioni sindacali di categoria, ha partecipato anche Sara Pagano, direttrice dell´Ufficio Scolastico Provinciale (l´ex Provveditorato agli Studi), e i funzionari delle tesorerie provinciali. Hanno raccolto le lamentele di tutti e promesso che trasmetteranno le situazioni di difficoltà economico-finanziaria ai ministeri dell´Istruzione e del Tesoro. E alla fine hanno lanciato un grido di dolore sulle prospettive immediate delle scuole, che così rischiano di non riuscire ad arrivare a fine anno.


«A causa delle drastiche riduzioni dei finanziamenti ministeriali relativi al "normale" svolgimento delle attività scolastiche - recita il comunicato a firma del presidente dell´Anp (Associazione nazionale presidi) Santo Deldio - le risorse finanziarie assegnate per la predisposizione del programma annuale 2010 sono assolutamente inadeguate. L´intera disponibilità in molti casi viene completamente assorbita dagli impegni già assunti per il pagamento dei supplenti (della cui nomina le scuole non possono fare a meno), lasciando scoperto, sotto il profilo finanziario, il secondo quadrimestre ed escludendo ogni disponibilità per il funzionamento didattico e amministrativo».

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