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Un insegnante per tutti - di Gianluca Perticone
La nostra amica Alice
Presentare agli alunni il personaggio di Alice Sturiale, può veramente costituire un'occasione per favorire un progressivo approfondimento dei più importanti significati del vivere.
Nell'ottobre 2000, la classe 5^ della scuola "G.Civinini Arrighi" di Pistoia, affronta la scoperta de "Il libro di Alice"- Una biografia rivista e corretta, con gli occhi dei ragazzi.
La scrittrice Alice Sturiale è nata a Firenze il 18 novembre del 1983. Ha frequentato la scuola materna, la scuola elementare, la scuola media e perfino gli scout. La povera Alice era affetta da una malattia gravissima di nome atrofia muscolare che le impediva lo sviluppo di tutti i muscoli del corpo. (Camilla) Ha vissuto solo 12 anni e poi è morta, il 20 febbraio 1996, a causa della sua malattia, ridendo di cuore, seduta al suo banco. (Lorenzo) I suoi genitori e alcuni amici hanno raccolto le sue poesie, le sue composizioni e pagine del suo diario in un libro. Attraverso le sue pagine si ripercorre \la vita quotidiana di Alice, i suoi sentimenti, il suo mondo, i suoi affetti. (M.Flora)
La più forte della scuola Alice aveva un carattere molto forte perché nonostante la grave malattia era felice e viveva bene ed aveva molti amici a scuola ed anche fuori dalla scuola. (Alessio). I problemi li prendeva con leggerezza e riusciva a farli scordare agli amici e compagni che, vicino a lei, capivano di non avere problemi tanto grossi. Inoltre era amica di tutti: per lei non faceva differenza giocare con i maschi o con le femmine (Cristina). Aveva buonissimi rapporti con gli amici perché si sentivano attratti da lei. (Matteo B.) Non si arrendeva mai; voleva andare avanti a tutti i costi e non voleva trascurare la vita solo perché sapeva di avere un handicap. (Costanza) Aveva uno spirito d'animo eccezionale: insomma, era la bambina più "forte" della scuola. (Manuel).
Parole diverse Alice era anche una grande scrittrice, scriveva poesie, temi e raccontava momenti della sua vita però con parole diverse da quelle che userebbe un bambino qualunque. (Matteo C.) In una poesia bellissima (Per la Francy), Alice ci insegna che le nostre giornate sono come le onde del mare che passano. (Matteo D.) I suoi dodici anni di vita sono stati molto duri ma quando era triste si metteva a scrivere poesie come nessun ragazzo della sua età aveva mai scritto. (Silvia)
L'handicap e le barriere architettoniche. La sua malattia, l'atrofia muscolare, la farà ragionare su molte cose della vita e soprattutto sulle barriere architettoniche. (Matteo P.) Alice ha scritto una poesia sull' handicap in cui dice che con le 4 ruote è più difficile vivere e conquistare un ragazzo, ma è più facire capire la vita. (Matteo B.) Nonostante il suo coraggio, Alice ha avuto anche momenti di crisi, in cui ha dovuto affrontare scalini o marciapiedi stretti senza scivoli, ma è riuscita a conservare sempre il suo spirito; infatti in quinta elementare è andata a Bologna per il "Primo congresso nazionale dei bambini" per presentare una relazione suille barriere architettoniche. (M.Flora)
Un grande messaggio Per lei la cosa più importante non era camminare ma era vivere. (Manuel) Mi ha fatto capire che si può essere felici per quello che siamo. (Matteo Br.) Con le sue parole, Alice dà un grande coraggio e vorrei tanto che questo libro fosse letto da tutti i ragazzi delle scuole, perché capissero il grande dono della vita..., si potrebbero fare dei volantini al computer, scrivendo una delle poesie di Alice, farne delle copie e metterle nelle cassette della posta a tutte le famiglie. (M:Flora) Alice mi ha fatto capire che devo pensare un po' di più ai malati. (Matteo P.) Si potrebbe proporre al Ministro dell'istruzione di dedicare ad Alice una giornata in cui si potrebbero leggere le sue poesiein tutte le scuole (Cristina).
"Il libro di Alice" esce nel 1996. Il pubblico italiano, quello dei lettori comuni come quello degli esperti, lo riconosce subito come un "piccolo capolavoro". Recensioni lusinghiere e critiche autorevoli si susseguono sulla stampa nazionale. Dopo pochi anni una grande casa editrice ne cura la ristampa e la diffusione. Il libro vende, in pochi anni, centinaia di migliaia di copie; taluni brani vengono inseriti in testi scolastici; l'opera viene tradotta in numerose lingue. Dove sta il segreto di tanto successo? Possiamo fare un'ipotesi. Alice parla della vita nelle sue manifestazioni più vicine a tuti noi (la natura, il tempo, i ricordi, gli affetti, ...) con una immediatezza inconsueta. Parla con la raffinata semplicità di chi sa essere piccolo e adulto insieme, arrivando a toccare tasti del nostro ricordo che altri autori non raggiungono e facendoci riscoprire un'infanzia piena di impressoni e considerazioni che, non lo ricordavamo, invece sì, esisteva proprio così dentro di noi. Fra tante immagini vogliamo ricordare con quanta efficacia Alice ti restituisca quelle lontane impressioni degli autunni scolastici, con l'osservazione della pioggia dai vetri della classe e il senso piacevole del ritorno, della riflessione, della nuova partenza che trasmetteva ad ognuno l'inizio dell'anno scolastico. E lo fa, essendo una bambina, completamente immune da obsolete oleografie. Attinge ai repertori letterari che la sua rapida esperienza di vita le ha fatto conoscere, ma li atrtraversa con uno stile proprio e, cosa che sorprende di più, data l'età, con una equilibrata misura. La Alice "riflessiva" che emerge in molte poesie e prose, ha poi il dono di presentare fatti, circostanze, problemi (dolore, guerra, malattia), parlandone senza veli, presentandoli nella loro profonda natura consegnandoli al lettore con il linguaggio dell'evidenza sapientemente filtrato da una costante vena di speranza e di ottimismo che non è mai segnata da forzature. La sua visione del mondo "da seduta", le conferisce una autorevolezza che si fa sentire in ogni pagina, qualunque sia l'argomento.
Due tracce di lavoro, un entusiasmante finale. "Si dice che i bambini non hanno pensieri, vivono sempre felici e si possono godere la vita finchè non diventano grandi, allora saranno tormentati dalle preoccupazioni. Ma per mia esperienza so che questo non è assolutamente vero..."(pag.117). Con queste parole Alice ci mette in guardia sulla presunta "spensieratezza" dei preadolescenti: ci serviamo dunque delle sue riflessioni come di un ottimo strumento per stimolare e poi approfondire la riflessione su: A - L' AMICIZIA B - IL TEMA DEL DISTACCO In entrambi i casi si tratta di temi fondamentali nella vita dei ragazzi di dieci anni.
PIANO DI LAVORO
A - Il grande tema dell'AMICIZIA. - Su questo argomento gli alunni sono solitamente molto disponibili a lavorare, tanto risulta cruciale all'interno delle dinamiche preadolescenziali.
Cosa vuol dire essere amici? Chi è, cosa fa per te un AMICO? Cosa fai tu per lui?
1. Si scrive sul quaderno la propria risposta alle domande. 2. Si fa un giro di opinioni in cui ciascuno dichiara brevemente quello che ha scritto. 3. Si organizza una discussione libera all'interno della classe, dando l'opportunità di commentare, reagire alle opinioni altrui. 4. Si leggono insieme (del tutto o in parte) e si commentano alcuni brani di Alice. Si veda in tab. A il possibile sviluppo di questa punto. 5. Si elabora in comune una traccia scritta per sviluppare un testo sull'argomento dell'amicizia. 6. Si invitano gli alunni a comporre poesie dedicate ad un amico, che verranno poi eleborate, confrontate, perfezionate e collezionate alla parete, accanto a quelle di Alice.
B - Il momento del DISTACCO. - Nelle ultime settimane della quinta elementare nasce spontaneo il bisogno di parlare di quello che sta per succederci. In parte i giochi sono fatti: i genitori hanno già completato le pratiche di iscrizione alle varie scuole medie, dopo attente e necessarie valutazioni. Sappiamo quale sarà la nostra scuola e grosso modo anche quali cxompagni rivedremo. Manca però alle nostre informazioni una parte notevole, forse la più importante:
Come mi sentirò nella nuova scuola? Sarò più contento o più preoccupato? Sarà facile farsi nuovi amici? Rimpiangerò i vecchi?
Le fasi del lavoro sono le medesime previste sopra ai punti 1.-2.-3.- Per iI punto 4. vedi la tab.B. Come conclusione del lavoro (punto 5.) si può prevedere un testo collettivo che contenga le riflessioni su "come affronterò i miei primi giorni nella nuova scuola".
Una nuova amica, tra i banchi. Sin dalle prime battute di questo lavoro, emerge fra gli alunni l'esigenza di conoscere di più, di capire meglio la personalità di questa particolare bambina: una vera scrittrice! Una che ha parlato ad un Congresso, davanti a persone importanti! Una che si considerava fortunata anche se aveva una gravissima malattia che le impediva di fare tante cose divertenti! Sarà stata veramente una bambina come tutti gli altri? Avrà mai risposto male ai genitori? Avrà sbuffato davanti ai compiti da fare per casa? Avrà passato ore davanti alla TV, senza voglia di fare nient'altro? I suoi genitori, saranno stati orgogliosi di lei? Il modo più sicuro e diretto per ottenere tutte queste risposte sarebbe uno solo: chiederlo ai suoi genitori. Incoraggio i bambini a scrivere qualche semplice frase di invito e così parte una lettera/collage, in cui si legge, tra l'altro: "da quando ho letto il suo libro, mi sembra che Alice sia come una nuova amica, tra i banchi della mia classe"(M.Flora) L'incontro avviene in aprile: Marta e Leonardo Sturiale intervengono con cortese disponibilità ad una delle nostre lezioni, rispondono con semplicità e allo stesso tempo con accattivante ricchezza di particolari a tutte le domande che vengono poste loro.
Il ritratto di Alice che emerge sempre di più dalle loro parole è quello di una ragazzina normale con i piccoli difetti di tutti. Ma senza dubbio la contraddistinguono almeno due tratti particolarissimi: - una singolare sensibilità, che le consentiva di scrivere con talento davvero notevole; - un temperamento tenace, volitivo, coinvolgente. Grazie a questa sua seconda caratteristica Alice ha affrontato con determinazione uno dei problemi più insidiosi, per coloro che non possono camminare in piena autonomia: le barriere architettoniche. Su questo argomento nascono non poche curiosità: -Cosa si può fare...?- chiedono alcuni alunni. "Prima di tutto non pensare che si tratti di un problema che possono risolvere solo gli amministratori, quelli che governano..." risponde Leonardo con chiarezza. "Intanto possiamo cominciare tutti a ricordarci di non posteggiare dove e come capita le nostre biciclette e i motorini. Le persone che viaggiano in carrozzine, spesso trovano ostacoli proprio nei veicoli posteggiati male che restringono eccessivamente il passaggio a chi non può salire e scendere con facilità dai marciapiedi. Ad Alice stessa è capitato molte volte..." Nel racconto dei genitori comprendiamo chiaramente che Alice ha lasciato una profonda traccia nelle persone che l'hanno conosciuta, primi fra tutti quei compagni che sono stati con lei nell'ultimo giorno della sua vita, negli ultimi drammatici momenti in cui se n'è andata. Si tratta di una traccia in cui vivono energia e speranza, idee nuove, poesia, progetti... Il suo libro è una perfetta occasione per condividere quella traccia e allo stesso tempo un invito a prolungarne il solco.
HANDICAP Forse senza le quattro ruote è più facile. E più facile divertirsi, è più facile muoversi, è più facile è anche più facile conquistare i ragazzi. Ma io credo che le quattro ruote servano a conoscere tutta quanta la vita e saperla affrontare e vincere. (Luglio 1995, 11 anni)
I diritti del Libro di Alice, sono riservati all' Associazione Alice che si è costituita a Firenze, in ricordo di Alice Sturiale, per promuovere iniziative a favore dei bambini e dei giovani in difficoltà psicofisiche, ad esempio l'acquisto di un appartamento per villeggiatura, in una località balneare toscana, attrezzata per ospitare portatori di handicap e i loro familiari. Il Libro di Alice è edito da Rizzoli.
Tab. A AMICIZIA - I brani selezionati sono: Un amico che mi è particolarmente caro , Discorsi di tutti i giorni tra amici, Un amico ideale, Arrivederci Phuong , e le poesie Io e te, e Dedicata alla Cami (My best friend).
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...dall'essere stati piccoli insieme...
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"Lorenzo, questo è il suo nome... quando eravamo piccoli e si faceva la gara di chi era più grande, io vincevo... ...quando eravamo piccoli tutti e due credevamo ai fantasmi, alle streghe, alle fate, agli gnomi, a Babbo Natale..." (p.114) |
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...nasce da un sincero apprezzamento delle qualità dell'altro...
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"Ha sempre avuto un carattere timido ma è gentilissimo e carino...io apprezzo di più il complimento di una persona che non dice niente, che quello di chi mi loda in continuazione..." (p.114) "Il mio amico ideale è una persona che "dovrebbe avere sempre il sorriso sulle labbra, mi confidi i suoi segreti, non sia bugiarda e sappia suonare uno strumento perché mi piace la musica. Probabilmente una persona del genere l'ho trovata..."(p.129) "C'era un cosa che mi piaceva in particolare nel suo carattere: si accontentava sempre su tutto: era così? per lei andava bene; era cosà? andava bene lo stesso!! Io invece ero molto più polemica, lo ammetto."(p.120) "Non bastano le parole per parlare di te, non bastano i pensieri, non bastano i sogni..." (p.198) |
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...dalla condivisione di interessi...
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Durante la ricreazione io e alcune mie compagne ci sediamo intorno a un banco e la prima frase che sorge è sempre simile a questa: "Ehi!! secondo te a Tizio piace Caio?"(p.116) "Prlavamo sempre di ... beh! non avevamo un argomento fisso ma ci piaceva notare le nostre diversità."(p.121) |
| ...da un desiderio di prossimità... |
"Forse sono proprio quelle lunghe risate, quelle stupide battute tra amici che ti tirano su in una lunga giornata".(p.116)
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| ...dal rispetto reciproco... |
"Io ho molta confidenza con Lori, lui ne ha un po' meno con me ma non importa..."(p.115)
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"Io e te siamo stati creati diversamente... Non è colpa tua se hai un carattere che a me non piace!... Impariamo allora ad accettarci a vicenda senza discutere su ogni cosa su cui non siamo d'accordo..."(p.87) |
Tab. B DISTACCO - I brani selezionati erano: Un Anno di vita, un anno di scuola, Stiamo per lasciarci, La scuola elementare, la scuola media e la poesia Per la Francy.
Alice ci guida sul terreno un po' incerto che congiunge lo spiacevole distacco dal ben conosciuto ambiente della scuola elementare, alla curiosa scoperta della scuola media. Proviamo a pensare al passaggio...
| dalle elementari |
... "Siamo da sempre la classe più scatenata della scuola, famosa ormai per questo!! Moltissimi di noi sono amici da otto anni. Dalla scuola materna ci sentiamo tutt'un gruppo, una rete che non si può spezzare...ma...adesso cosa succede? Siamo arrivati in quinta e mancano solo pochi giorni alla distruzione della nostra classe. Ci pare impossibile!! "Mi chiedo cosa sarò io senza questa classe. Per un po' di tempo forse mi sentirò una "Alice a metà", sarò come un'automobile senza motore, beh, per un po' di tempo almeno!" "Bisogna rassegnarsi!! Non c'è niente da fare. Certe cose non si possono evitare anche se sono brutte. Ho paura di stare senza i miei compagni." (pp.124-125) "Poi verso settembre cominciai a preoccuparmi delle scuole medie, che le maestre ci avevano presentato come l'inferno terreno".(p.83) |
| alle medie |
... "Io, come i miei compagni di classe, eravamo mostruosamente preoccupati. Io non sono mai andata molto male a scuola, ma questo passaggio dalle elementari alle medie mi rendeva nervosa...Più che altro una cosa mi turbava molto: io, senza i miei compagni di classe!...Un giorno però,..., mi trovai ad entrare nella ... famosa scuola media. Io però quel giorno ero indifferente a tuti i ricordi delle elementari. Eccomi entrata in classe con tutti i "nuovi ragazzi" ai loro banchi, accanto ad una mia amica che mi rendeva sicura e tranquilla. Davanti la professoressa. Tutto mi sembrava stranamente consueto e normale. Come un gioco, e anche divertente."(pp. 136-137). "Adesso credo che avrei meno paura di un esame di quinta e sarei anche più tranquilla se dovessi lasciare i miei compagni di classe per entrare in una nuova vita."(p.83)
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| pensando che... |
... "Le giornate passano in fretta come le onde nel mare: durano pochi secondi e poi si infrangono sugli scogli bagnati, e ognuna è diversa dall'altra come oggi è diverso da ieri, diverso da domani. Ogni onda è fatta d'acqua salata |
e può sembrare identica alle altre ma tutte hanno qualcosa di proprio da dire, da insegnare. Naviga sulla tua onda e ascolta... vivi la tua giornata, non guardare al futuro, non guardare quant'è vicino lo scoglio ma pensa al tuo tempo passato che ha tanti consigli da dare... |
un domani, non importa quanto sia lontano, ricorderai di queste giornate e allora potrai capire di essere salita più in alto" (28 dic. 1995, II media) |
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