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Graduatorie precari, il Tar 'commissaria' la Gelmini

(11 Ottobre '09) Il Tar del Lazio 'commissaria' il ministero dell'Istruzione sulle graduatoria dei precari.

 

 

 

Entro 30 giorni, stabilisce il Tribunale amministrativo del Lazio, il ministero dovrà dare istruzione agli uffici scolastici periferici di disporre l'inserimento ''a pettine'', cioè in base al punteggio, degli insegnanti nelle graduatorie provinciali. Se non verrà rispettato tale termine, arriverà un commissario. Idv: il ministro si dimetta

 

 

Il ministero ''dovrà dare puntuale esecuzione all'ordinanza'' dando ''istruzioni agli uffici scolastici periferici di disporre l'inserimento 'a pettine' dei ricorrenti nelle graduatorie provinciali inserendoli nella fascia d'appartenenza e con il punteggio acquisito e aggiornato nella graduatoria provinciale di attuale iscrizione''.

 

Se entro tale termine il ministero non darà esecuzione alla sentenza, arriverà un commissario che si dovrà occupare delle questione. Il tribunale ha già nominato, infatti, come si legge nell'ordinanza pubblicata dall'Anief, ''sin da ora un commissario ad actus nella persona del dr. Luciano Cannerozzi de Grazia, dirigente generale della Funzione Pubblica, il quale, decorso vanamente l'indicato termine di trenta giorni, provvederà in via sostituiva ad adempiere al dictum giudiziale secondo le modalità enunciate''.

 

Il Miur, da parte sua, annuncia che, ''con il consenso di gran parte dei sindacati, ha pronto un emendamento al Decreto Ministeriale salvaprecari che conferma i provvedimenti del ministero e che consentirà di rendere inefficace il pronunciamento del Tar e di evitare il commissariamento''. Così ''il ministero non consentirà il trasferimento da una graduatoria all'altra, garantendo (e limitando) però la possibilità di inserimento in coda in altre 3 province (in posizione subordinata rispetto a coloro che sono già inseriti in queste ultime)''. ''In questo modo - prosegue il Miur - mentre vengono quindi garantite le legittime aspettative di coloro che hanno da tempo scelto una provincia e non devono essere scavalcati dai nuovi inseriti o dai trasferiti dell'ultima ora, con l'inserimento in coda in altre 3 province, vengono ampliate le possibilità di ottenere assunzioni a tempo indeterminato o determinato, soprattutto in quelle province in cui le graduatorie risultano meno affollate''.

 

Il Miur ''ribadisce dunque la determinazione a portare avanti le proprie scelte convinto che rispondano a criteri di giustizia, serietà e modernità. Nulla dunque - conclude - cambierà rispetto a quanto già deciso dal ministero''.

 

''Non era assolutamente possibile escludere i diritti di altri precari'', ha detto la senatrice del Pd Mariapia Garavaglia commentando la sentenza del Tar.

 

Secondo Pierfelice Zazzera, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Cultura, la decisione del Tribunale ''boccia, di fatto, l'arroganza del ministro Gelmini e delle sue scelte, la politica autoritaria del governo che ha ignorato le organizzazioni di categoria e gli operatori del settore''. ''Di fronte a questo scempio - ha continuato a nome dell'Idv - chiediamo le dimissioni del ministro Gelmini, dal momento che appare chiara l'inadeguatezza ad affrontare i problemi della scuola''.

 

Solidarietà al ministro Gelmini dalla Lega. Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, parla di ''vera e propria dittatura delle toghe, una casta che travalica i propri ambiti e scavalca le competenze del Parlamento e del ministero. Quello a cui stiamo assistendo è un golpe a cui occorre resistere''.

Fonte: adnkronos

 


 

Il Tar del Lazio commissaria il ministro Gelmini sui precari. Più precisamente, gli concede 30 giorni di tempo per inserire «a pettine» (sulla base del punteggio ottenuto) gli insegnanti precari nelle graduatorie provinciali. Se non lo fa sarà commissariato. È già pronto a sostituirlo il dirigente generale della Funzione pubblica Luciano Cannerozzi, che dovrà fare quanto stabilito dal tribunale amministrativo. La sentenza, che secondo una stima della Uil scuola potrebbe coinvolgere 150 mila precari, viene dopo la sospensione, lo scorso 5 giugno, di una parte del decreto ministeriale che integrando e aggiornando le graduatorie, aveva deciso di mettere in coda gli insegnanti supplenti che hanno scelto di essere inseriti in «ulteriori tre province in cui figurare in graduatoria per il biennio 2009-2011».

 

Un centinaio di precari messi nelle ultime posizioni, quasi tutti appartenenti all'Anief, l'associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione, si era sentito leso nei propri diritti e aveva così impugnato il decreto ottenendo la sospensione dello stesso. Il ministero a quel punto avrebbe dovuto fare le graduatorie considerando sospeso il suo stesso decreto e cioè secondo il vecchio sistema, a pettine in base al punteggio e non in coda. Non l'ha fatto, quindi i ricorrenti hanno chiesto al Tar di dare esecuzione alla sua stessa ordinanza di giugno e ieri la richiesta è stata accolta. Ora il ministero ha 30 giorni per rifare le graduatorie ma ha già fatto sapere, in una nota, che invece non cambierà nulla perché «la sentenza del Tar sarà superata da un emendamento al decreto che sarà proposto in sede di conversione del decreto ministeriale salva-precari». Questo emendamento, spiega il Miur, «non consentirà il trasferimento da una graduatoria all'altra, garantendo e limitando però la possibilità di inserimento in coda in altre 3 province, in posizione subordinata rispetto a coloro che sono già inseriti in queste ultime».

 

Lo scopo del ministero, dice la nota, è quello di rispondere alle «legittime aspettative di coloro che hanno da tempo scelto una provincia e non devono essere scavalcati dai nuovi inseriti o dai trasferiti dell'ultima ora». Reagiscono i sindacati, ma con posizioni diverse. Il Comitato insegnanti precari prevede l'inizio del caos e una valanga di ricorsi, Mimmo Pantaleo (Cgil scuola) esorta il ministero a «mettere un po' di ordine perché la platea interessata da questo provvedimento è immensa». Più ottimista Massimo Di Menna (Uil scuola) secondo il quale in realtà il ministero aveva già in gran parte provveduto a inserire a pettine, seppure con riserva, i precari dopo la decisione del Consiglio di Stato di qualche giorno fa. Il Pd chiede di adeguarsi alla sentenza mentre la Lega parla di «dittatura dei magistrati».

Fonte: Corriere della Sera

 


 

Sabato, ultimo giorno di scuola prima del riposo domenicale, ultimi scampoli di estate. Piove una doccia fredda sul Ministero: il Tar ordina di inserire i ricorrenti del dm 42/09 non con riserva, ma a pettine, entro 30 giorni. Ma Miur risponde: niente paura, faremo un emendamento.

Per inciso, l'emendamento dovrebbe essere inserito nel decreto legge salva precari, da convertire entro il 22 novembre prossimo.

E cosa dirà questo emendamento, che dovrà porre fine ad una delle pagine più brutte della storia delle Graduatorie permanenti, oggi chiamate ad esaurimento?

Semplice: dirà che "non consentirà il trasferimento da una graduatoria all'altra", ma "garantirà però la possibilità di inserimento in coda in altre tre province (in posizione subordinata rispetto a coloro che sono già inseriti in queste ultime)"

Le code escono dal decreto ministeriale, giudicate anticostituzionali dal Tar Lazio e dal Consiglio di Stato, e rispuntano pari pari in una legge.

Grande idea, maturata con il consenso di gran parte dei sindacati

Il comunicato del Ministero

Sentenza TAR sarà superata da emendamento il Ministero va avanti

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca in merito alla sentenza del TAR precisa che la notizia riportata questa mattina dagli organi di informazione non costituisce un fatto nuovo ed è la naturale conseguenza di una notizia vecchia. L'ordinanza del TAR che stabilisce l'inserimento a pettine dei precari è la scontata conseguenza del recente rigetto, da parte del Consiglio di Stato, dell'appello già proposto dall'amministrazione.

Il Miur, con il consenso di gran parte dei sindacati, ha pronto un emendamento al Decreto Ministeriale salvaprecari che conferma i provvedimenti del Ministero e che consentirà di rendere inefficace il pronunciamento del TAR e di evitare il commissariamento.

Con l'emendamento che sarà proposto in sede di conversione del DM salva-precari, il Ministero non consentirà il trasferimento da una graduatoria all'altra, garantendo (e limitando) però la possibilità di inserimento in coda in altre 3 province (in posizione subordinata rispetto a coloro che sono già inseriti in queste ultime).

In questo modo, mentre vengono quindi garantite le legittime aspettative di coloro che hanno da tempo scelto una provincia e non devono essere scavalcati dai nuovi inseriti o dai trasferiti dell'ultima ora, con l'inserimento in coda in altre 3 province, vengono ampliate le possibilità di ottenere assunzioni a tempo indeterminato o determinato, soprattutto in quelle province in cui le graduatorie risultano meno affollate. Non è giusto, a giudizio del Miur, deludere l'aspettiva legittima di chi ha scelto una graduatoria provinciale per la sua iscrizione e si vede scavalcato da un trasferimento dell'ultimo momento di un candidato di un' altra provincia.

Il Miur ribadisce dunque la determinazione a portare avanti le proprie scelte convinto che rispondano a criteri di giustizia, serietà e modernità.

Nulla dunque cambierà rispetto a quanto già deciso dal Ministero.

 

Lalla di Orizzonte scuole

 

 

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