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| La politica sindacale nella querelle pettine/coda |
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Lo sanno bene i lavoratori della scuola, che hanno vissuto il decreto nazionale che permetteva la scelta di ulteriori 3 province nelle quali inserirsi in coda in modo diverso a seconda della provenienza territoriale.
Va detto che il provvedimento è stato varato in prima istanza da un governo di "sinistra", poi questa situazione non è dispiaciuta alla lega nord e al ministro Gelmini che ne hanno allargato la portata permettendo l'inserimento in 3 province.
Ne è seguita una feroce stagione di ricorsi, conclusasi con un provvedimento, ancora da approvare, che riporterebbe la situazione allo status quo ante 2007, cioè il trasferimento di provincia con inserimento a pettine., dopo una serie di sentenze che hanno dichiarato incostituzionale tale provvedimento.
E allora c'è da stupirsi se lo Snals di Udine inneggia: Inserimento a pettine? No grazie! e lo Snals di Salerno invita invece gli iscritti ad impugnare le graduatorie ad esaurimento nella parte in cui non è stato consentito l'inserimento a pettine, come previsto dalle sentenze del Tar?
Può fare specie se la sezione Gilda di Venezia combatte strenuamente i ricorsi per l'inserimento a pettine e la sezione Gilda Unams/Anpa di Catania promuove gli stessi ricorsi per l'inserimento a pettine?
Cosa sta accadendo? Quale credito allora dare ai comunicati nazionali delle organizzazioni sindacali? Bisogna solo far riferimento alla sezione provinciale, incuranti della politica nazionale?
E' la stagione in cui i sindacati, molti dei quali hanno una struttura fortemente centralizzata, stanno provando sulla loro pelle una neo forma, per l'Italia, di sindacato, quello federale. Il risultato di un profondo cambiamento dello scontro sociale che dalle classi si sposta alle etnie, mettendo in crisi strutture politiche e sindacali radicate nel tempo. Fonte: Orizzonte scuole
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(28 Ottobre '09) Il sindacato, come lo abbiamo conosciuto negli ultimi 50 anni, è entrato in crisi.