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06.03.2010 17:03:53
massimo

La riforma della scuola primaria + la riforma della scuola secondaria + gli 8 miliardi di tagli pianificati dal Piano Programmatico del governo per il triennio 2010 - 2013 + la riduzione di 130.000 posti di lavoro tra personale docente e ATA + la non esigibilità dei fondi residui attivi delle scuole, reiterata nella circolare del MIUR del 22 febbraio scorso (la cifra, certificata, ammonta a un miliardo e mezzo di euro) costituiscono, nel loro insieme,  L'ATTACCO PIU' FEROCE PERPETRATO ALLA SCUOLA STATALE NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA ITALIANA.

Oggi, all'incontro organizzato a Roma dall'ASAL, AGE, CGDI con una dirigente centrale del MIUR e i presidenti e i consiglieri dei Consigli d'Istituto delle scuole del Lazio, è emerso chiaramente quanto sta per accadere: il ministero non salderà i suoi debiti; le scuole dovranno usare tutte le loro risorse (i fondi d'istituto, tra cui il contributo volontario delle famiglie, i fondi della Legge 440 e i fondi per la sicurezza) per ripianare gradualmente il disavanzo, il che significa che non si potranno più retribuire attività aggiuntive del personale docente e ATA, nè fare i corsi di recupero, nè garantire il funzionamento didattico e amministrativo, nè garantire la sicurezza agli studenti e ai lavoratori.


Inoltre, in virtù dell'autonomia, a fronte di un'offerta formativa fortemente immiserita dalla riforma, le scuole secondarie, già a partire dal prossimo anno scolastico, saranno costrette a reintegrare gli insegnamenti
curricolari più falcidiati dalla mannaia ministeriale con attività in regime privatistico e con ulteriori richieste di contributi economici alle famiglie.

OGGI LE FAMIGLIE ITALIANE SONO CHIAMATE A FARSI CARICO DEI DEBITI DEL GOVERNO.


DAL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO LA SCUOLA STATALE NON ESISTERA' PIU'. SI INSTAURERA' UN REGIME MISTO PUBBLICO-PRIVATO, INIQUO, ANTIDEMOCRATICO, CHE CALPESTA GLI ARTICOLI 33 E 34 DELLA NOSTRA COSTITUZIONE.

Coordinamento scuole secondarie, genitore, docente del liceo Pasteur di Roma

 


  resoconto-incontro--5 marzo-ASAL-La
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02.03.2010 20:57:33
mathieu

 

Il capo della elementare Sant’Ambrogio ha inviato una circolare: “Abbiamo bisogno di collaborazione per lavori di segreteria e pulizia, lavori elettrici e idraulici, piccoli facchinaggi, spostamento mobili, lavori amministrativi, tinteggiatura pareti e pronto intervento”.
La replica di un padre: “Mi candido a sobbarcarmi l’unico servizio davvero carente, cioè la direzione scolastica”

 

(Fonte peacereporter.it)


  lavorare-gratis-scuola
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01.03.2010 05:59:42
massimo

 

 

Mercoledì 24 febbraio ore 17.30: Assemblea cittadina al Liceo Socrate, Via Padre Reginaldo Giuliani, 15
su tagli e contributo volontario

Mercoledì 24 febbraio ore 16-19: Assemblea cittadina all’ITIS Galilei , via Conte Verde
organizzata dal Comitato Insegnanti ed Ata precari sulla controriforma Gelmini

Mercoledi 24 febbraio ore 17: Assemblea-dibattito sul tetto del 30% per gli immigrati alla
Sala consiliare VI municipio Via dell’acqua bullicante, 2

23-24-25 febbraio 2010 Occupazione Scuola Elementare Principe di Piemonte
Indirizzi scuole:
Principe di Piemonte: via Ostiense, 263/c
Leonardo da Vinci: l.go Leonardo da Vinci, 19

Gioverdì 25 febbraio ore 16.00:
Riunione cittadina dei Consigli d’Istituto e Comitati Genitori al Liceo Scientifico Cavour
(è stata trasmessa lettera ai Presidi)

 

Lunedì 1 marzo iniziativa presso la scuola Iqbal

Venerdì 12 marzo manifestazione

Sabato 20 Marzo (intera giornata):
convegno organizzato dall’associazione nazionale “Per la scuola della repubblica”, dal coordinamento dei lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma e dal coordinamento precari Roma al Liceo Cavour

 

 

 


  Prossimi-appuntamenti-scuole-contro
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15.02.2010 21:12:26
vincenzo

 

I prof non sono assicurati all’Inail. Ma non lo sanno. Finchè va bene...

 

All’Inail.

 

«Buongiorno, vorrei sapere perché mi avete bocciato la pratica».
«Di che si tratta?»
«Infortunio sul lavoro».
«Si chiama?»
«Così e così».
«E ora come si sente».
«Così e così. Ecco, questa è la vostra lettera con la bocciatura».
«Che lavoro fa?»
«Sono insegnante».
«Di che cosa?»
«Materie letterarie e giuridiche»
«Eh?»
«Con la Riforma Epocale, i docenti di Storia dovranno insegnare il Diritto Costituzionale»
«Beh, per Lei non cambia niente neppure con questa trovata. Gliel’abbiamo bocciata, la pratica, perché lei non è assicurato».
«Come mai? La scuola si è dimenticata di pagare la mia polizza?»
«Ma quale polizza. Gli insegnanti non sono a rischio e dunque non sono assicurati».
«Non sono a rischio? E chi l’ha detto?»
«Trattasi di contrattazione collettiva. Lo chieda al suo Sindacato».

 

Al Sindacato

 

«E’ vero, compagno, tu non sei assicurato, ma se tu decidi di fare causa in Tribunale, potremmo anche vincere. La tesi che sosterremo in giudizio è la seguente: «E’ vero che tu non eri assicurato ma chi ha detto che non avresti dovuto esserlo?»

 

Pausa.

 

«La situazione mi sembra un tantino contorta. Non sarebbe più semplice prevedere l’obbligo di assicurazione contro gli infortuni direttamente nel contratto collettivo? Lo prevede la Costituzione».

 

Lunga pausa. Sorriso enigmatico.

 

C’è l’ennesimo incidente a scuola. Il Preside, anzi il capo d’istituto, anzi il dirigente scolastico….  No, che diamine, l’insegnante incaricato di dirigere la scuola ha tentato di mobbizzare una docente precaria vittima di un infortunio sul lavoro. La poveretta era caduta fratturandosi una mano e aveva pure inoltrato una denuncia all’Inail – anzi, all’Inàil, direbbe Bonanni – come fanno tutti i docenti che cadono sul lavoro e come fanno tutti i docenti che dopo essere caduti sul lavoro cadono nella disperazione a seguito di una lettera con la quale l’Inail rigetta la pratica con poche righe di spiegazione: carissimo caduto sul lavoro, Lei non era assicurato sul lavoro, dunque non faccia finta di cadere pure dalle nuvole.

 

La poveretta ha poi chiesto spiegazioni a scuola, e a scuola le hanno confermato che in effetti gli insegnanti non sono assicurati. E già che ci siamo, il preside-dirigente-capo-incaricato costringe la poveretta a rientare a scuola con l’arto ingessato facendole pesare la circostanza che non essendoci soldi per una supplente le sue classi sono da tempo scoperte. Si vergogni, la poveretta. Gli insegnanti  non sono assicurati all’Inail contro gli infortuni sul lavoro e spesso lo ignorano. La questione, che abbiamo gia denunciato su vincenzobrancatisano.it già alcuni anni or sono, è seria, poiché gli incidenti sono frequenti e il contenzioso è immenso. Fino al 2003 l’ente si limitava a rigettare la richiesta di indennizzo da parte dei docenti infortunati adducendo la mancata copertura del rischio.

 

Mancata copertura legata a contestate scelte della contrattazione collettiva. In preda a un contenzioso imponente, aggravato dal recente riconoscimento degli infortuni in itinere (dovuti spesso a incidenti stradali), l’Inail nazionale il 23 aprile 2003 ha redatto la Circolare n. 28. Essa stabilisce che «gli insegnanti sono assicurati all’Inail solo in casi limitati. Eccoli: 1) se per lo svolgimento della loro attività fanno uso di macchine elettriche, ovvero se frequentano un ambiente organizzato ove esse siano presenti; 2) se sono direttamente adibiti alle seguenti attività: esperienze tecnico-scientifiche, esercitazioni pratiche, esercitazioni di lavoro.

 

L’Inail precisa che con l’espressione «esercitazione pratica», si intende «l’applicazione sistematica, costante e cioè non occasionale diretta all’apprendimento». All’esercitazione pratica «sono state assimilate l’attività di educazione fisica, svolta nelle scuole medie superiori ed inferiori e quella ludico-motoria praticata nelle scuole elementari e materne». Tra le attività protette «rientra anche l’attività di sostegno». Solo se si rientra in queste categorie, peraltro, si è assicurati «in itinere», cioè nel tragitto scuola-casa, ciò che induce dubbi di costituzionalità. Peraltro, il mancato riconoscimento dell’infortunio sul lavoro (l’insegnante di Lettere che cade dalle scale o resta invalido andando a scuola) intaccherebbe i periodi di aspettativa per malattia.

 

Che nell’ipotesi di precariato sarebbero molto brevi: con retribuzione al 50 per cento dal secondo mese al terzo, niente soldi a partire dal quarto, licenziamento dopo nove mesi (art. 19 Ccnl, commi 3 e 4). Ciò anche quando il docente avesse firmato le non molto adeguate polizze assicurative da 5 euro offerte dalle scuole o quelle comprese nelle tessere sindacali. Rimane, infine, l’aleatoria opportunità della «causa di servizio ed equo indennizzo» (scarica il modulo) che la scuola (su istanza del docente) deve chiedere a un’apposita commissione entro 6 mesi dall’infortunio. Anche se in materia c’è molta confusione anche tra il personale delle segreterie, che danno informazioni spesso sbagliate, non ha nulla a che fare con l’infortunio sul lavoro l’eventuale assicurazione per la responsabilità civile contratta dalle scuole per prevenire i danni cagionati ai propri dipendenti. Danni che non potrebbero comunque integrare la fattispecie dell’infortunio sul lavoro, con tutto quel che ne consegue.

 


  inail-insegnante-assicurazione
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05.02.2010 19:25:52
Scuolafutura

 

Di seguito Vi spiego brevemente la casistica di 3.000 docenti:
- una parte di questi è composta da docenti di ruolo;
- i restanti sono docenti abilitati in entrambe le classi d’insegnamento (A075-A076), l’abilitazione è stata conseguita con DM 85/05; come già a conoscenza, questi docenti per poter avere l’ammissione all’esame abilitante (scritto e orale), hanno dovuto sostenere 19 esami universitari di cui 4 d’informatica.


Secondo la Riforma Gelmini queste classi verranno accorpate e confluiranno in un’unica classe denominata A058, ma nei quadri-orario della scuola secondaria di secondo grado la nuova classe A058 non viene menzionata, sembra essere sostituita dai seguenti insegnamenti:
Informatica - Scienze e Tecnologie Informatiche - Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione.
I docenti, delle suddette classi (A075-A076), è da diversi anni che insegnano Informatica, così come si evince dai vari libri di testo adottati negli Istituti Tecnici e Professionali e dai programmi svolti; ma, quando è stato effettuato l’accorpamento, la nuova classe A058 non è stata identificata con i nuovi insegnamenti.


La Riforma prevede la riconversione per le classi di insegnamento accorpate, ma non è chiaro se anche per questi docenti è prevista una riconversione.


Nel rigraziarVi anticipatamente per la Vostra disponibilità.

 

Cordiali saluti,

COORDIMANENTO NAZIONALE DOCENTI TRATTAMENTO TESTI ex A075/A076


  a075-a076-riconversione-riforma
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