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04.06.2010 10:56:53
Scuolafutura

L’Italia convive da tempo con alcuni grandi mostri civili: alcuni, come la mafia, li combatte con esigue forze e ampie rinunce; altri, come la rovina della sua scuola, addirittura li incentiva con volenterose forze e altrettanto ampie rinunce.

 

Nessun paese in difficoltà rispetto al proprio futuro, che si tratti della propria sopravvivenza economica ma anche civile e culturale, taglierebbe sul fronte della scuola. Sarebbe come essere preoccupati di perdere un appuntamento domattina presto e buttare via la sveglia. Ma l’Italia lo fa, sistematicamente, da anni: butta la via sveglia. E la mattina dopo dorme, salvo lamentarsene poi. E l’attuale maggioranza di governo si sta premurando di distruggere a martellate ogni orologio di casa, e prendere dei sonniferi. Con la connivenza di mezzo paese.

 

Perché gli italiani che si preoccupano della scuola sono solo una minoranza di quelli che hanno dei figli a scuola, a loro volta minoranza. Poche cose dimostrano l’egoismo di questo paese e l’incapacità degli italiani di guardare oltre se stessi e oltre il pomeriggio di domani quanto l’atteggiamento sulla scuola. Tutti allenatori della nazionale quando si tratta di dare lezioni agli insegnanti su come trattare nostro figlio, tutti preoccupati di altro quando la funzione della scuola viene smantellata: scandalizzati dalle tasse, dai politici ladri, dal bavaglio e da qualunque cosa fuorchè dalla distruzione della sveglia. Dormiremo tutta la mattina, e anche di più, e chissenefrega.

 

La semplificazione che vede nell’atteggiamento dell’attuale governo sulla scuola un deliberato progetto di sottrazione di fondi all’educazione e crescita degli italiani attraverso la scuola pubblica per ingrassare i sistemi clientelari e i modelli culturali delle scuole private – lo “svuotamento della scuola pubblica” – può sembrare dietrologa e ideologica e a volte è usata superficialmente per spiegare questioni diverse tra loro. Ma ciò a cui si riferisce esiste, di fatto, nelle intenzioni e nei risultati. Ammesso che il finanziamento delle scuole private di uno stato che ha un servizio scolastico potenzialmente eccellente possa avere delle giustificazioni in tempi di vacche grasse – non le ha, secondo noi, e quei tempi non sono mai esistiti – come possono quelle indulgenti giustificazioni diventare più pesanti della riduzione di qualità del servizio scolastico pubblico? Come si possono giustificare i soldi dati alle scuole private – che godono di standard meno elevati e accolgono studenti privilegiati – nel momento in cui la mancanza di soldi peggiora la qualità dell’offerta scolastica principale?

 

Il criterio che muove il governo in questi giorni di ulteriori tagli – la nostra è una scuola che chiede ai genitori di comprare la carta igienica, ricordiamocelo sempre – è uno solo, semplice: servono soldi, togliamoli da lì, che non c’è nessun potere privato a lamentarsene, anzi. Protestano gli insegnanti, ma ormai sono rassegnati (e di sinistra), e borbottano i genitori ma gli passa: hanno altro da fare.

 

Perché ci sono tre modi di relazionarsi con il peggioramento del progetto educativo italiano, che non ha a che fare con chi lavora nelle scuole ma con le scelte di governo e ministero e col consenso dei partiti – anche quelli di opposizione, a volte indifferenti altre addirittura conniventi – che conoscono la tolleranza degli italiani su questi temi. E quando anche il lavoro nelle scuole peggiora è solo e ovviamente perché le condizioni e i modi della formazione sono stati a loro volta svuotati da scelte governative. Ci sono tre modi, dicevamo, e tre generi di italiani. Quelli che della scuola se ne fregano, non li riguarda e il loro orticello contiene altro. Quelli per cui la scuola deve tenergli i figli nel tempo che non hanno e dar loro l’alibi che c’è qualcuno che li educa al posto loro. Quelli che si preoccupano delle condizioni della scuola solo quando i loro figli ne risentono palesemente. Quelli che pensano che una scuola mal gestita e senza investimenti sia la tomba delle ambizioni di miglioramento di un paese, altro che lodo Alfano. Un gruppo e mezzo su quattro, e i più esigui, difficilmente potranno fare il lavoro per tutti.

 

Scritto di un lettore anonimo


  scuola-fine-anno-riforma-italia
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13.03.2010 07:35:28
stefania

Una settimana di ritardo per l’istallazione delle macchinette che distribuiscono preservativi, all’interno della prima scuola romana, il liceo Scientifico Keplero.

Non è stata priva di polemiche questa iniziativa, a mio parere civile e utilissima, visto che per il vaticano (e mi chiedo cosa c’entri in tutto questo) c’è stato un secco no. Fa sicuramente finta di capire che è questione di salute pubblica. Proprio un istituzione come la chiesa fa la morale in questa occasione, quando è la stessa chiesa sommersa di storiacce come i preti pedofili. Affermano che in questo modo si banalizza l’amore, a questo punto i prelati inquisiti e invischiati nella pedofilia e nelle storie di violenza, cosa intendono per banalizzare l’amore?

Addirittura si precisa che i distributori in questione non sono parte di un arredo scolastico, come invece lo sono i crocifissi. Certo che se la salute e la prevenzione ai nostri figli la dobbiamo affidare al fato o alle preghiere, ci chiediamo a cosa serve la ricerca scientifica e a cosa serve andare avanti con la prevenzione e l’educazione.

Persino la classe politica si divide in questo, il Sindaco Gianni Alemanno ha affermato che “non è una grande idea quella di introdurre i preservativi nelle scuole. È infantile pensare che i giovani abbiano bisogno di distributori per acquistare il preservativo. Mi sembra poi un segnale non utile, non positivo all'interno delle scuole”, mentre il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti si dice entusiasta dell’iniziativa comprendendone l’importante significato. Zingaretti 1 Alemanno 0.

Coraggioso e speriamo tenace, il dirigente scolastico, il professore Antonio Panaccione che ha dichiarato, in merito alle affermazioni del sindaco “Il sindaco ha dato una valutazione sui generis del nostro progetto di educazione alla salute, senza conoscerlo. Noi siamo stanchi di chi cavalca politicamente problema seri come per farli diventare una bandiera di parte. Mi piacerebbe molto avere un incontro con questa gente che ci critica, vorrei sapere cosa propongono loro per risolvere questo problema, quando sono 60 anni che non riescono a farlo”.

Il progetto interesserà entrambi gli istituti del Keplero (sede e succursale) e questa settimana di ritardo farà in modo che parta insieme al progetto della Lila, la lega italiana lotta all’Aids, che organizzerà dei corsi- seminari di formazione sulla prevenzione di questa malattia.

Una considerazione da genitore: per una volta che una scuola, che tra l’altro è quella che frequenta mio figlio, ha una civile iniziativa questa viene aspramente criticata da organi quali la chiesa e da una parte politica che fa sue le dichiarazioni della Cei. Ancora una volta contano più i votanti che la salute dei nostri ragazzi.
  preservativi-crocifissi
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06.03.2010 17:03:53
massimo

La riforma della scuola primaria + la riforma della scuola secondaria + gli 8 miliardi di tagli pianificati dal Piano Programmatico del governo per il triennio 2010 - 2013 + la riduzione di 130.000 posti di lavoro tra personale docente e ATA + la non esigibilità dei fondi residui attivi delle scuole, reiterata nella circolare del MIUR del 22 febbraio scorso (la cifra, certificata, ammonta a un miliardo e mezzo di euro) costituiscono, nel loro insieme,  L'ATTACCO PIU' FEROCE PERPETRATO ALLA SCUOLA STATALE NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA ITALIANA.

Oggi, all'incontro organizzato a Roma dall'ASAL, AGE, CGDI con una dirigente centrale del MIUR e i presidenti e i consiglieri dei Consigli d'Istituto delle scuole del Lazio, è emerso chiaramente quanto sta per accadere: il ministero non salderà i suoi debiti; le scuole dovranno usare tutte le loro risorse (i fondi d'istituto, tra cui il contributo volontario delle famiglie, i fondi della Legge 440 e i fondi per la sicurezza) per ripianare gradualmente il disavanzo, il che significa che non si potranno più retribuire attività aggiuntive del personale docente e ATA, nè fare i corsi di recupero, nè garantire il funzionamento didattico e amministrativo, nè garantire la sicurezza agli studenti e ai lavoratori.


Inoltre, in virtù dell'autonomia, a fronte di un'offerta formativa fortemente immiserita dalla riforma, le scuole secondarie, già a partire dal prossimo anno scolastico, saranno costrette a reintegrare gli insegnamenti
curricolari più falcidiati dalla mannaia ministeriale con attività in regime privatistico e con ulteriori richieste di contributi economici alle famiglie.

OGGI LE FAMIGLIE ITALIANE SONO CHIAMATE A FARSI CARICO DEI DEBITI DEL GOVERNO.


DAL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO LA SCUOLA STATALE NON ESISTERA' PIU'. SI INSTAURERA' UN REGIME MISTO PUBBLICO-PRIVATO, INIQUO, ANTIDEMOCRATICO, CHE CALPESTA GLI ARTICOLI 33 E 34 DELLA NOSTRA COSTITUZIONE.

Coordinamento scuole secondarie, genitore, docente del liceo Pasteur di Roma

 


  resoconto-incontro--5 marzo-ASAL-La
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02.03.2010 20:57:33
mathieu

 

Il capo della elementare Sant’Ambrogio ha inviato una circolare: “Abbiamo bisogno di collaborazione per lavori di segreteria e pulizia, lavori elettrici e idraulici, piccoli facchinaggi, spostamento mobili, lavori amministrativi, tinteggiatura pareti e pronto intervento”.
La replica di un padre: “Mi candido a sobbarcarmi l’unico servizio davvero carente, cioè la direzione scolastica”

 

(Fonte peacereporter.it)


  lavorare-gratis-scuola
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01.03.2010 05:59:42
massimo

 

 

Mercoledì 24 febbraio ore 17.30: Assemblea cittadina al Liceo Socrate, Via Padre Reginaldo Giuliani, 15
su tagli e contributo volontario

Mercoledì 24 febbraio ore 16-19: Assemblea cittadina all’ITIS Galilei , via Conte Verde
organizzata dal Comitato Insegnanti ed Ata precari sulla controriforma Gelmini

Mercoledi 24 febbraio ore 17: Assemblea-dibattito sul tetto del 30% per gli immigrati alla
Sala consiliare VI municipio Via dell’acqua bullicante, 2

23-24-25 febbraio 2010 Occupazione Scuola Elementare Principe di Piemonte
Indirizzi scuole:
Principe di Piemonte: via Ostiense, 263/c
Leonardo da Vinci: l.go Leonardo da Vinci, 19

Gioverdì 25 febbraio ore 16.00:
Riunione cittadina dei Consigli d’Istituto e Comitati Genitori al Liceo Scientifico Cavour
(è stata trasmessa lettera ai Presidi)

 

Lunedì 1 marzo iniziativa presso la scuola Iqbal

Venerdì 12 marzo manifestazione

Sabato 20 Marzo (intera giornata):
convegno organizzato dall’associazione nazionale “Per la scuola della repubblica”, dal coordinamento dei lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma e dal coordinamento precari Roma al Liceo Cavour

 

 

 


  Prossimi-appuntamenti-scuole-contro
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